Tag

filosofia

Browsing

di L’Alieno

“Finiamola di fare filosofia!”, “hai il vizio di fare filosofia”, “Basta filosofia, si passi all’azione!”… Sono modi di dire comuni che tendono a ridurre la filosofia a pura astrazione, lontana dalla realtà, inutile metafisica che non serve a risolvere le complesse questioni tecniche della nostra civiltà. In altre parole, una perdita di tempo.

Ovvio che il passo successivo è chiedersi a cosa mai possa servire studiare oggi filosofia, si chiedono gli “esperti pratici” in nome delle presunte “ragioni pratiche”. La filosofia sarebbe dunque distante dalle esigenze di una economia capitalista? Tutte fandonie. Di vero c’è soltanto il discredito che questa materia dimostra di avere nel mondo della pubblica istruzione italiana. Oggi peggio di ieri. Se un bambino già dalle scuole materne ha un insegnante di religione, la filosofia è confinata nel triennio dei licei e si tende a ridurne le ore.

“Eraclito e Democrito” (Donato Bramante 1486, Milano, Pinacoteca di Brera)

Lo sviluppo di un sano senso critico, l’abilità nell’uso della logica e la destrezza nel difendersi dal bombardamento giornaliero delle fallacie logiche più comuni, da cosa potrebbe mai dipendere? Dalle materie capaci di fornire competenze tecniche? Dalle ore dedicate alla religione?
Una nuova e capace classe dirigente non può prescindere dallo studio delle materie umanistiche (Latino compreso). Non può essere priva di cultura umanistica e classica.

“La morte di Socrate”, particolare (Jacques-Louis David, 1787, New York, Metropolitan Museum of Art) e “Diogene”, particolare (Jean Léon Gérôme, 1860 – Baltimora, Walters Art Museum)

A proposito di economia capitalistica che snobberebbe la cultura umanistica. Sergio Marchionne, compianto CEO del gruppo Fiat-Chrysler, era laureato in filosofia. Reid Hoffman, co-fondatore di Linkedin anche. Il terribile George Soros, mago della finanza e (per i “complottari”) personificazione di ogni male capitalistico, ha un master in filosofia ed è stato allievo di Karl Popper. Susan Wojcicki, Ceo di YouTube, ha una laurea in scienze umanistiche. Può bastare?

Sergio Marchionne (a sx) e George Soros (foto da wikipedia)

Nel 2025, secondo il rapporto del Word Economic Forum (The Future of Jobs Report 2020), i candidati ideali per il mercato del lavoro dovranno dimostrare di possedere: pensiero analitico e portato all’innovazione, creatività e capacità d’iniziativa, capacità d’analisi, leadership e influenza sociale, intelligenza emotiva, propensione al ragionamento, alla soluzione dei problemi e all’inventiva, resilienza, tolleranza allo stress e flessibilità, propensione alla persuasione e alla negoziazione.
Chi meglio di un laureato in filosofia?

di Giusi Pizzo

È possibile, nel tirannico spazio di 30 minuti, spiegare a circa ottanta alunni di terza media che cos’è la Filosofia e perché essa ci interpella ancora e sempre nella “lingua favolosa” della civiltà occidentale?

Gli alunni di III D e alcuni alunni/e di II D e V A ginnasio del Liceo classico “Umberto I” di Ragusa – guidato dalla Dirigente Tina Barone – ci hanno provato, giovedì scorso, nell’ambito delle attività di Orientamento e di prima alfabetizzazione alla lingua greca che, ogni anno, si svolgono presso la sede del Liceo, curate dalle docenti di Lingua greca e destinate agli alunni delle classi terminali delle scuole medie della provincia iblea.

Un intenso momento di riflessione, durante il quale gli studenti, guidati dalle loro docenti di Lingua greca e di Filosofia, hanno dato voce ad Aristotele, a Pitagora, a Socrate e a Platone attraverso le parole della Metafisica, del Simposio, dell’Apologia di Socrate ma anche attraverso brevi testi “costruiti” sui personaggi che, di volta in volta, hanno preso la parola. Così Pitagora di Samo, per esempio, costretto per motivi politici a fuggire dalla sua patria, ha ricordato la sua “isola sull’Egeo color cobalto, laddove le viti e gli ulivi danno frutti abbondanti”.

Una nostalgia pungente ma breve, subito svanita per fare posto alla ieratica, quasi leggendaria figura del mago, musico e matematico che ascolta l’armonia degli Astri e legge nel segreto delle cose. Lui racconta che “filosofo è colui che va alla gran festa di Apollo non per divertirsi, non per incontrare gente, né per fare affari, ma per vedere”. D’altronde la filosofia, come la civetta sacra ad Atena, vede dove gli altri vedono solo ombre e tenebre.

E Diotima, la sacerdotessa di Mantinea a cui Platone affida la verità sulla natura di Eros, tramite le voci all’unisono di Vittoria e Federica, definisce il filosofo “simile ad Eros, figlio di Ingegno e Povertà”. Un mezzo-dio che sta tra la sapienza e l’ignoranza: “Infatti, nessuno degli dei ama la sapienza, né desidera diventare sapiente, poiché lo è già. D’altro canto, nemmeno gli ignoranti amano la sapienza, né desiderano diventare sapienti, poiché pensano di non esserne privi. Eros, invece, è amante della sapienza, è desiderio di ciò di cui manca”.

Il filo della riflessione, teso tra passato e presente, si è snodato a partire dalle domande fondamentali che l’umanità, da sempre, tra mýthos e logos, si pone grazie alla capacità di provare meraviglia difronte alle cose del mondo e all’esistenza. Così Giulia ha spiegato il significato del termine θαῦμα (thauma/meraviglia) e del verbo Θαυμάζειν, come l’angosciante stupore, il movente profondo della mitologia, della religione, della filosofia, della scienza stessa, modi diversi di cercare risposte al turbamento provocato appunto dalla “meraviglia” e dalla terrifica scoperta che ogni cosa nasce e muore (è in divenire).

La figura di Socrate, poi, ha reso possibile la focalizzazione del tema della scelta e della conoscenza di sé, perché “Se ignori le meraviglie della tua casa come pretendi di trovare altre meraviglie?”. Alessandro e Mattia hanno rievocato la calunnia sulla sapienza di Socrate, pronunciata dall’oracolo di Delfi: “La domanda era: c’è un uomo più dotto di Socrate? Affiorò la voce della sacerdotessa: nessuno era più dotto!” Socrate, che per molto tempo prova imbarazzo sul senso di quel dire, infine capisce perché l’oracolo lo ritiene sapiente: perché sa di non sapere. Proprio perché sa di non sapere desidera mettersi alla ricerca delle risposte che non conosce.

La sua ricerca, che è anche la ricerca di ogni uomo, presuppone l’indagine su se stessi e la conoscenza di sé. Il motto γνῶθι σεαυτόν (Conosci te stesso) è un invito a scoprire la via dell’eudaimonia, cioè della felicità, laddove il termine “felicità” significa anche “prendersi cura del proprio talento”, in direzione di un benessere inteso come una particolare condizione in cui le capacità della persona maturano e si esprimono. Scoprire il proprio daimon, dunque, è il segreto di una buona scelta, condizione “filosofica” di chi si trova a decidere dentro quale spazio e luogo educativo, umano e relazionale intende trascorrere gli anni di formazione e di costruzione di sé.

Perché scegliere, dunque, il Liceo classico, oggi, tempo in cui impera il cosiddetto paradigma della spendibilità? È vero, come sostengono i detrattori, che al Liceo classico impari un mucchio di cose che non ti serviranno? Agnes Heller definisce “cose inutili” il greco antico, il latino, la matematica pura e la filosofia, ma dice anche che questo bagaglio di sapere inutile consente di fare tutto, “mentre col sapere utile si possono fare solo piccole cose.”

Insomma, discipline come metodi formativi che insegnano a pensare. E quale sia l’urgenza sociale e globale di formare menti pensanti è drammaticamente chiaro, come lo sguardo della “fanciulla dagli occhi di gufo, nata dalla testa di Zeus”.

di Simona Canzonieri

Agosto 2013, nei giardini pubblici di Chiaramonte Gulfi si teneva la seconda edizione del ‘Festival di filosofia’. Io, Simona, e Davide, il mio compagno, eravamo assai contenti di trovarci lì tra il pubblico. Felici  di assistere ad una manifestazione che ci interessava da vicino, essendo entrambi laureati in filosofia, ma anche perché quello stesso anno partiva il nostro progetto di ‘Casa Filosofica’, a pochi km da quel ‘balcone di Sicilia’, nelle campagne di Chiaramonte.

Coincidenze insolite, che accadono quando la filosofia decide di scendere dal suo scranno accademico e farsi un giro tra la gente. La nostra ‘casa’ nasce proprio da questo desiderio: incarnare la filosofia nella vita reale, renderla strumento alla portata di tutti per interpretare ciò che accade (strumento di cui abbiamo assai bisogno, soprattutto in questo periodo di crisi delle certezze). E per incarnare il nostro concetto di filosofia abbiamo scelto la terra, che ci permette di riscoprire uno stile di vita più consapevole e autodeterminato.

I primi anni sono stati duri: pieni di entusiasmo – e di incoscienza, diciamolo pure – ci siamo sobbarcati la gestione di un uliveto e di un orto: tutte cose su cui avevamo una vaga idea sognante e nessuna conoscenza pratica. E così abbiamo ricevuto giusto un paio di lezioni su quanto sia grande la distanza tra sogno e realtà. Insomma, i filosofi sono scesi coi piedi per terra e lentamente si sono trasformati in filosofi-contadini (processo tuttora in corso…). Grazie alla nostra tenacia e all’aiuto indispensabile dei tanti volontari che sono passati da qua, siamo riusciti in qualche anno ad avviare le prime attività culturali: passeggiate, scampagnate e picnic filosofici, laboratori per bambini e cene in giardino per gli adulti.

Simona Canzonieri nel suo orto biologico

Le ‘cene filosofiche’ sono attualmente il cuore pulsante delle nostre attività. La nostra passione per la cucina è vecchia quanto quella per la filosofia e il contatto costante con la terra ci ha permesso di ritrovare i sapori della cucina popolare siciliana, persi ormai tra gli scaffali dei supermercati.
Siamo felici e grati di poter accompagnare i nostri ospiti alla riscoperta di questi sapori, seduti assieme alla stessa tavola. Buon cibo e buon vino sono ottimi starter per avviare una discussione schietta e autentica (le discussioni che piacciono a noi).

Con grande piacere accettiamo l’invito a collaborare con ‘oltreimuri.blog’ con cui condividiamo la voglia di creare occasioni di riflessione e condivisione, di fare cultura attiva, dentro (ma anche fuori) la nostra piccola comunità. Cultura on-line ma anche e soprattutto off-line perché questi mesi di isolamento forzato ci hanno ricordato l’importanza delle relazioni dal vivo.
Noi ci siamo, e confessiamo che il nostro più grande desiderio sarebbe proprio quello di riportare in vita il progetto del ‘Festival della filosofia’ nella nostra città.

Simona Canzonieri (Ragusa, 1982) sin da piccola ha avuto solo un fervente desiderio: non diventare un’adulta ‘normale’! Coerente coi suoi desideri infantili, nel 2008 prende la laurea in filosofia. Nel 2013 realizza il progetto della ‘Casa Filosofica’, assieme al suo compagno, scegliendo per questo la magnifica campagna chiaramontana.