Tag

Frate Salvatore Pelligra

Browsing

di Pippo Inghilterra

Un quadro, una facciata, un antico paesaggio, sono pagine scritte di frammenti di storia. Nelle chiese di Comiso, sopravvissute alle insidie del tempo e degli uomini, ci sono dei quadri erranti provenienti dalle chiese sconsacrate o demolite. Uno di questi (oggetto dell’indagine) potrebbe essere la pala dell’altare del Purgatorio del transetto della chiesa SS. Annunziata. Nel mestiere di storico dell’arte è fondamentale mettere in dubbio le proprie convinzioni. La conoscenza del passato è qualcosa in continuo progresso, che “di continuo si trasforma e si perfeziona”, sosteneva Marc Bloch. 

Pala dell’altare del Purgatorio della chiesa dell’Annunziata di Comiso.

Sappiamo che nel 1667 fu realizzata la chiesa del Purgatorio nel “quartierio della bocceria” di fronte piazza della fontana. Nell’altare di questa chiesa (adesso al suo posto si trova un palazzo) doveva esserci un quadro dedicato alle anime del Purgatorio.

La “Congregazione del Purgatorio” o delle “Cento messe”, che risale al 1606, ebbe la possibilità di acquistare un quadro da un artista famoso (molti monaci del tempo viaggiavano e potevano incontrare a Roma grandi artisti). E a Comiso esistono due quadri raffiguranti il Purgatorio. Uno sull’altare della cappella mortuaria annessa alla chiesa dei Cappuccini, l’altro, appunto, sull’altare del transetto dell’Annunziata. Fulvio Stanganelli, in riferimento a quest’ultimo dipinto, scrive “… graziosa quantunque molto leccata” opera dei fratelli Vaccaro nel 1857.

Quadro dell’altare della cappella mortuaria annessa alla chiesa dei Cappuccini

Salvatore Pelligra, minore conventuale, che ci guarda coi suoi occhialini dal quadro della Sala Consiliare del Comune di Comiso ha scritto in Casmene Devota (Mondovì, 1881), che la “Chiesa comisana ha consagrato sempre diversi tempi al suffragio delle anime sante del Purgatorio e nella Collegiata della SS. Annunziata n’esiste ab immemorabile l’altar con la privativa di non potersene erigere al di qua di tre miglia distante dalla dalla suddetta chiesa, con Provvisionale del 7 gennaio 1777” . In quell’anno, l’antica chiesa dell’Annunziata era stata demolita per ricostruirla più imponente. Nel 1774 i capitolari pregavano don Baldassarre Naselli di poter occupare del suolo pubblico, cosa che fu concessa, per dare “la forma e lo sviluppo voluti all’abside del tempio”.

(Da sinistra) Fulvio Stanganelli (pseudonimo del canonico Raffaele Flaccavento) e il frate Salvatore Pelligra

Risulta strano che allo Stanganelli, acuto osservatore di fatti e vicende storiche comisane, gli sia sfuggita l’ubicazione della chiesa del Purgatorio “che dovette essere presto lasciata in abbandono, se dopo non se ne fece più menzione”. Strano l’abbandono di una chiesa che sembra non aver subito danni dal terremoto del 1693 e che i fedeli frequentavano per la celebrazione delle “cento messe” in suffragio delle anime del Purgatorio (dovevano dare congrue rendite).

Si ha il sospetto, che il “conflitto” tra la grande chiesa dell’Annunziata e la “chiesula” del Purgatorio fosse nato per questioni di vicinanza o economiche. Rimane l’ipotesi che questa fosse stata volutamente abbandonata e poi alienata alla potente famiglia Caruso-Comitini.

Facciata dell’ex Chiesa del Purgatorio. Dipinto di Emanuele Pace.

C’è un altro quadro appeso al muro dell’Aula Capitolare della chiesa dell’Annunziata che ci guarda. Si tratta di quello del Sac. Antonino Comitini (fratello del dott. Nunzio Comitini Sindaco di Comiso e temibile “nunziataru”), tesoriere, Arcidiacono e prima Dignità della Collegiata, che lavorò molto per ornare l’interno della chiesa dell’Annunziata e forse anche l’altare del Purgatorio.  Osservando il quadro lì posto notiamo la raffigurazione di un grande altare per celebrare le messe per le anime immerse nel fuoco del Purgatorio e uno scorcio di cielo dove volano gli angeli, che sollevano le anime. In particolare ce n’è uno, vestito di verde, che vola leggero nel cielo di una squisita bellezza raffaellesca, dai toni morbidi e sfumati. Sembra uscito dalla bottega di Guido Reni.

Il Sacerdote Antonino Comitini e un particolare della pala dell’altare del Purgatorio della chiesa SS. Annunziata