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Non è come sembra

di Giulia Cultrera

La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra: il titolo è tutto un programma. Già da questo potevamo capire l’indole ironica e sferzante della serie? Probabile.

A ogni modo, una cosa è certa. La moda del detective per corrispondenza continua. Dopo Only murders in the building e Incastrati, non poteva certo mancare una parodia sui thriller psicologici che mandano in confusione lo spettatore, facendogli dubitare di tutto e tutti.

Per cui, al ritmo di “sta accadendo davvero o è nella testa del personaggio?” si susseguono gli eventi più assurdi, improbabili e disparati. la donna nella casa

Cocotte da forno frantumate per terra, bicchieri di vino immensi, epitaffi che cambiano, inquietanti tuttofare che non portano mai a termine il lavoro. E, ovviamente, il cliché per antonomasia: la protagonista, Anna, segnata da un grave lutto, alcolizzata e sola. È considerata mentalmente instabile e soffre di ombrofobia (paura della pioggia), per cui passa molto tempo chiusa in casa, terrorizzata all’idea di incorrere in un improvviso temporale. 

Le sue giornate trascorrono in un mix di vino e psicofarmaci che, dobbiamo ammetterlo, ci portano un po’ a dubitare della sua lucidità. Anche perché, come Maniac insegna, la mente può giocare brutti scherzi.la donna nella casa

Dunque, quando Anna assiste dalla finestra all’omicidio della vicina, non viene creduta da nessuno. Ma non demorde e tenta in tutti i modi di risolvere il caso da sola. 

Ci ritroviamo, così, una protagonista che, in quanto a stalking, potrebbe tranquillamente essere la versione al femminile di You. Sicuramente più indiscreta, ma fortemente motivata nello scoprire la verità.

E qual è, esattamente, la verità? Ovviamente, le teorie si sprecano, le false piste sono numerose e la fine di ogni episodio apre nuovi interrogativi. Tutto nella norma, insomma. la donna nella casa

La serie La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra può essere considerata un genere a metà tra una parodia e un omaggio ai gialli, e riesce in entrambi gli intenti. 

Diverte e intrattiene lo spettatore giocando in modo canzonatorio con gli stereotipi e i luoghi comuni ormai abbondantemente abusati delle narrazioni thriller e poliziesche. 

E, al tempo stesso, fa propri gli elementi stilistici del genere, donando suspance e colpi di scena, inserendo momenti carichi di pathos, che verranno prontamente ridicolizzati e sdrammatizzati con soluzioni inverosimili e prive di ogni logica.di fronte alla ragazza alla finestra

La bravura dello show sta nel dosare perfettamente questi due linguaggi, totalmente antitetici, confezionando un prodotto innovativo e brillante. E il finale aperto conclude la narrazione con l’ennesimo colpo di scena che pone di nuovo lo spettatore davanti al bivio iniziale: fidarsi o meno di ciò che ha visto la protagonista?di fronte alla ragazza alla finestra

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Cosa farebbe il killer?

di Giulia Cultrera

Lo show ideato da Ficarra e Picone è apparso sul catalogo Netflix da appena due settimane, ma ha già riscosso un buon successo di critica e verrà presto trasmesso anche all’estero. Il format riprende un po’ il binomio thriller-comicità già sperimentato da Only murders in the building, compresa la critica – neanche troppo velata – a chi si improvvisa detective soltanto perché appassionato del genere poliziesco.

I protagonisti di Incastrati, tuttavia, non si limitano a ricostruire un delitto, ma cercano di entrare nella mente del killer. In che modo? Seguendo gli insegnamenti della serie tv The touch of the killer, ovviamente.incastrati

Sullo sfondo di una suggestiva Sicilia che incanta lo spettatore con i suoi splendidi paesaggi, ma al tempo stesso lascia l’amaro in bocca per via del suo complicato legame con mafia e corruzione, hanno luogo le surreali disavventure di Salvo e Valentino.

In un gioco delle parti in cui ciascuno cerca di fregare gli altri partecipanti, saranno proprio i due protagonisti a rimanere incastrati in questa matassa di intrighi, menzogne e tradimenti.

Fino al colpo di scena conclusivo che lascia in sospeso la narrazione, e anche lo spettatore. incastrati

Alcuni personaggi appaiono stereotipati e caricaturali, al solo scopo di evidenziare e denunciare le incongruenze della nostra società. E il risultato è esilarante: la gag della multa ricorda molto la trafila burocratica attraversata da Asterix e Obelix per ottenere il lasciapassare A38 ne Le dodici fatiche di Asterix. Il tutto appare così surreale ed esagerato da colpire lo spettatore e invitarlo alla riflessione.

Incastrati si rivela una serie originale e adatta a tutta la famiglia. Un prodotto genuino e privo di forzature, un mix equilibrato di mistero, sottile ironia e quel retrogusto amaro che, da sempre, contraddistingue le produzioni del duo comico siciliano.

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