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di L’Alieno

“Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi” scriveva Brecht. Ovvero una lezione per certa sinistra, sempre a caccia di figure salvifiche alla Soumahoro. La clamorosa certificazione che dietro la genesi di questi opachi personaggi ci sono i soliti difetti: vuoto culturale, voglia di facili scorciatoie, bisogno di trovare simboli a buon mercato dietro cui nascondersi. E dopo i fatti (ormai noti) nemmeno il coraggio di prendersi le proprie responsabilità.

Aboubakar Soumahoro e la compagna Liliane Murekatete (foto open.online)

È tempo che la sinistra si possa reinventare su nuove basi. Ma che vuol dire nuove basi?
Vuol dire che si dovrebbe partire da un approccio più scientifico (e meno ideologico) ai problemi e, in tal senso, saper anche copiare dagli esempi virtuosi altrui.

Esempio tipico: reddito di cittadinanza. Esiste nei paesi più progrediti dell’occidente? Si. C’è e funziona bene. Allora andiamo a vedere perché da noi ha funzionato parzialmente e applichiamo quei correttivi che hanno dato esito positivo altrove. Non toglierlo sic et sempliciter e farne una questione ideologica.
Stesso ragionamento per il Jobs act. Quanto ha funzionato? Quante distorsioni ha creato sul mercato del lavoro? E poi porre mano ai punti più dolenti, senza tentazioni ideologicamente distruttive.

In Italia il reddito di cittadinanza è il 37% di quello medio. In Giappone il 64% (fonte: key4biz.it)

Altro esempio. La settimana lavorativa di 4 giorni potrebbe diventare un tipico tema “progressista” su cui puntare decisamente, proprio perché sembra funzionare. È in sperimentazione in 70 aziende inglesi e sta dando ottimi risultati in termini di produttività per le imprese e salute psicofisica per i dipendenti. I ricavi sono saliti in media dell’8%, mentre l’assenteismo si è ridotto, come certifica il Financial Times. Esperimenti che si stanno conducendo positivamente pure in altri paesi, Italia compresa. Lavazza, ad esempio, ha introdotto nel nuovo contratto di lavoro il “venerdì breve” tra maggio e settembre. Intesa San Paolo sta studiando un’operazione simile.

(fonte: parmateneo.it)

Il problema immigrazione? Né con i metodi disumani della destra né con l’approccio ideologico “a porte aperte” di certa sinistra. Non si può negare che ci sia un problema. Sarebbe un tema di destra? No, semplicemente non possiamo accogliere tutti: è una semplice verità né di destra né di sinistra.

Ecco. Proprio da questo approccio pragmatico e scientifico potrebbe nascere un modo nuovo di essere sinistra e insieme un nuovo necessario linguaggio per comunicare. L’ideologia, o l’utopia se preferite, verrebbe ridotta soltanto all’orizzonte a cui tendere, dove potrebbero trovare ancora centralità gli antichi ideali della rivoluzione francese: libertè, egalitè, fraternitè.