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Loggia P2

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di Carlo Petrini

Che cosa ha davvero a che fare Gelli con la Massoneria? E qual è il rapporto che lega la Loggia P2 al Grande Oriente d’Italia?
Questi – e non solo questi – i principali quesiti cui la storia massonica della P2 di Federico Sinopoli cerca di dare una risposta ma senza tirare fuori l’ennesimo coniglio dal cilindro delle ipotesi “a posteriori”, bensì operando una documentata ricostruzione dell’anomalo sviluppo della P2 di Licio Gelli in seno alla più importante obbedienza massonica italiana.

Licio Gelli, Venerabile maestro della Loggia P2

Sinopoli analizza l’immenso patrimonio documentale agli atti della Commissione parlamentare che fu presieduta da Tina Anselmi, ricostruendo meticolosamente – ma con un gradevole piglio narrativo che non solo ne agevola, ma invita alla lettura – che cosa è avvenuto nell’istituzione massonica, quali lotte interne hanno visto opporsi, anche drammaticamente, i pochissimi che proteggevano Gelli avverso i moltissimi che non tollerarono né la sua deviazione antidemocratica né l’irregolarità formale e sostanziale della Loggia P2 gestita dal Venerabile aretino.

Tina Anselmi, a capo della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla P2

Spesso l’autore cita interventi parlamentari o memorie dell’On.le Anselmi, la quale lamenta che non è mai stata conclusa – e forse nemmeno avviata – l’opera di pulizia politica che le evidenze dell’inchiesta parlamentare suggerivano. Anzi, appare evidente che il problema politico sia stato rimosso e trasferito sulle spalle della massoneria: da un lato assolvendo volpinamente politici, giornalisti, generali, magistrati, imprenditori e faccendieri che avevano aderito alla P2 assecondando il programma gelliano e, dall’altro lato, utilizzando i massoni quale assai facile capro espiatorio.

Villa Il Vascello (o Villa Giraud) a Roma, sede del Grande Oriente d’Italia

Illuminante, in questo senso, la prefazione del giornalista Brancatella, non massone e digiuno di cose massoniche, che rende giustizia al dovere, singolo come della collettività, di analizzare e capire per poter esprimere non un pre-giudizio ma un giudizio, esso stesso necessario ad agire per correggere e risanare.
Una lettura, in sostanza, quasi “doverosa” per colui che fa dell’informazione e della conoscenza il suo metro di giudizio.

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