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manifesto di Ventotene

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di L’Alieno

Tanto tuonò che piovve. La guerra è iniziata. Programmata minuziosamente da tempo da quel piccolo tiranno guerrafondaio che si è fatto beffe delle diplomazie europee, ha illuso tutti che ci fosse spazio per trattare la pace in Ucraina.

L’autocrate russo Vladimir Putin (foto da Wikipedia)

Corsi e ricorsi storici. Sembrano tante le assonanze storiche con l’aggressione della Cecoslovacchia da parte delle armate naziste con la scusa della difesa dei sudeti. E anche allora, per tentare di salvare la pace in Europa, nella Conferenza di Monaco del 1938, ci fu chi acconsentì a un accordo che permise a Hitler di annettersi vaste aree di quel paese. Si sa, “la strada per l’Inferno è lastricata di buone intenzioni”, come disse qualcuno. Sappiamo com’è andata a finire.

Adolf Hitler ed Hermann Goering ai tempi dell’invasione Cecoslovacca

Ma stavolta sembra che le cose stiano andando in maniera un po’ diversa. Che Putin, in fondo, un miracolo lo stia già compiendo: ricompattare l’Europa su posizioni intransigenti verso la stessa Russia. Divisi da anni di ubriacature sovraniste, nel vecchio continente era passata la convinzione che coltivando ognuno il proprio piccolo orticello si potesse prosperare comodamente in un mondo dominato dalle grandi potenze planetarie (Cina, USA e Russia). Ma non può funzionare così, se si vuole contare qualcosa sullo scacchiere internazionale.

Una cinquina di “sovranisti doc” europei: (da sx in senso orario) il leader polacco Kaczynski, la francese Le Pen insieme a Salvini e la Meloni con Orban (foto da LaPresse e repubblica.it)

Penso che questa lezione nel cuore dell’Europa possa dare un impulso decisivo all’unità politica, proprio nel segno degli ideali di un grande italiano: Altiero Spinelli. Unità politica europea che è nella logica della nostra storia e potrebbe rappresentare una pietra miliare nel processo di stabilizzazione dell’intero pianeta.

Altiero Spinelli (1907-1986), europeista convinto e autore, insieme ad Ernesto Rossi, del famoso Manifesto di Ventotene (1941)

In tutto questo però L’Italia non può continuare a vivacchiare senza avere una visione precisa del proprio futuro, a partire dalla questione energetica. Come può un grande paese industrializzato dipendere in larga parte dai capricci di un autocrate inaffidabile?

Vengono in mente le tante menate sul TAP in Puglia, come su tante altre questioni aperte, dove la cecità di certo ambientalismo (i signornò a tutto), e una politica miope, hanno impedito lo sviluppo di qualsiasi alternativa. Un cambio di passo sembra inevitabile.

Foto banner e social da circololettori.it

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