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Microfono simbolo fallico

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di L’Alieno

“Diteci qualcosa che non sappiamo”. Si intitola così un simpatico articolo di qualche giorno fa di Irene Savasta su un giornale on-line locale. Si riferiva alla moda delle comparsate politiche nell’ufficio del direttore dell’ASP di Ragusa (ma generalmente avviene in tutti gli uffici del potere) per far finta di risolvere i problemi. Come a significare: siamo qui per farci una foto e dimostrare ipso facto che esistiamo. Anche se non abbiamo niente da raccontarvi che non sia stato già mille volte raccontato.

Queste iniziative sono poi sbattute su Facebook per produrre l’effetto sperato sul potenziale elettorato, con personaggi che si agitano su tutto (e su niente) per dichiarare esclusivamente la propria esistenza.

La sede ASP di Ragusa

Tipico anche il gusto di condividere sui social foto personali con un microfono in mano. Status symbol del minuscolo rampante che cerca di accreditarsi come esperto o intellettuale, o leader a vario titolo di qualche fantomatico partito, associazione o entità dal nome fantasioso.

Nell’immaginario di questa umanità il microfono assurge a simbolo fallico della potenza personale e viene esibito con grande ostentazione. Come a voler dire: ammiratemi. Sono uno che conta!

Altri esibiscono foto attorno ai tavoli mentre dal vivo o virtualmente fanno vedere che stanno lavorando e le loro energie mentali sono concentratissime sulla risoluzione dei problemi del paese o della città o della categoria. Il messaggio appare chiaro: mi sacrifico per voi, per il vostro bene e il vostro futuro. Ringraziatemi!

La mitica concentrazione di Toninelli

Le librerie sono poi un elemento costante delle scenografie delle foto (come dei video) di questi presunti VIP della politica. Sempre ben fornite di libri per dimostrare (presunta) autorevolezza e credibilità. Ovviamente nove volte su dieci quei libri non sono mai stati letti e spesso la miscela dei titoli risulta talmente incongrua da non avere alcun senso. Ma è un dettaglio. L’importante è fare scena e darsi un po’ di arie per qualche like sui social.

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