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Morire democristiani

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di L’Alieno

Circa tre anni fa scrissi un articolo sulla “forma degli umani” ricordando che i nostri nonni, in Sicilia, avevano anticipato le teorie di Lombroso perché convinti che ogni cosa dovesse avere una forma riconoscibile e congrua. In primis le persone destinate a ricoprire ruoli sociali o politici di una certa rilevanza.

Mi è tornato in mente in questi giorni dopo i ridicoli siparietti in Parlamento del nostro Presidente del Consiglio con le sue faccette buffe, le smorfie e altre stupidaggini e dopo le penose e reiterate gaffe di Sangiuliano, Valvitara e Lollobrigida. Senza dimenticare le immancabili buffonate di Salvini. Tutti personaggi da “uno di noi”, mancanti di qualsiasi stile e forma istituzionale.

Giorgia Meloni e i suoi siparietti

Con Mario Draghi, politico di indubbio aplomb istituzionale, pareva fosse tornata di moda una stagione un po’ più sobria, dopo l’ubriacatura populista del Conte I e del Salvini Ministro degli Interni e del Papeete Beach, ma si è trattato solo di un’effimera illusione, perché con il governo Meloni le forme si sono presto involute verso una “ruttocrazia” insopportabile e arrogantissima. 

Non che nel resto dell’occidente le cose vadano molto meglio. Negli USA l’oscura figura di Donald Trump fa ghiacciare il sangue tra rutti e propositi di vendette. Anche lì, quale forma istituzionale possiamo mai riconoscere ad un uomo orrendo (è un giudizio non soltanto politico…) che rischia di compromettere una delle democrazie più solide del pianeta e, insieme, un equilibrio politico internazionale delicatissimo?

Donald Trump

Non si pensi comunque che i problemi di forma stiano soltanto nell’emisfero destro della politica. Già dovrebbe far riflettere la circostanza di un populismo e sfascismo grillino che occupa, oggi, buona parte del “campo progressista” italiano con velleità di dominarlo. Ma in questa lotta (eraclitea) tra gli opposti, in America ci si è spinti ben più avanti. Ovvero la presenza di Trump ha spinto la sinistra verso territori inesplorati, sia sul piano ideologico (con la “cancel culture” e il “pensiero woke”) che con personaggi dello stampo di Alexandra Ocasio-Cortez o, molto peggio, di Robert Kennedy Jr.: negazionista, cospirazionista e no-vax. Tutto ciò verso la ricerca di nuovi equilibri politici.

In Italia, qualche decennio fa, qualcuno (me compreso!) paventava il pericolo di “morire democristiani”. Nel presente distopico che stiamo vivendo riterrei, invece, quasi un privilegio il poter morire ancora democristiani. Cioè in un mondo con tanti difetti, sì, ma costituito da forme istituzionali ben più dignitose, tolleranti ed inclusive.