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mozione di sfiducia

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Non è usuale che oltreimuri.blog si occupi di politica locale. Ci siamo da sempre tenuti distanti dalle diatribe politiche quotidiane per scelta precisa. Tuttavia non riteniamo di vivere sulla luna e non possiamo tacere quando i fatti assumono una rilevanza tale da pesare gravemente sulla vita sociale e politica di un’intera comunità.

di L’Alieno

Nella telenovela che va avanti a Chiaramonte dal 10 gennaio scorso, giorno della sfiducia votata in Consiglio comunale al Sindaco Gurrieri, i pronunciamenti dei tribunali amministrativi e dell’Assessorato agli enti locali, sul merito della questione (e al netto dei cavilli di forma), sono stati tutti dello stesso segno. Ovvero contrario alle tesi assurde sostenute dal Gurrieri per evitare di tornarsene a casa.

Il Sindaco Sebastiano Gurrieri (foto da ragusaoggi.it)

Triste destino per un politico di lunghissimo corso che ha attraversato indenne tante stagioni politiche senza nemmeno l’ombra di un “avviso di garanzia”. A fine carriera poteva risparmiarsela una macchia così stupidamente infamante. E per cosa poi? Per ineffabili questioni di principio? Irragionevoli questioni personali? Comunque nulla che abbia a che fare con la politica. Anzi, direi che si è precluso ogni possibile difesa politica per buttarla in caciara a carte bollate, in una lite francamente temeraria.

È stato facile profeta l’avvocato Gentile, proprio su questo blog, nel prevedere subito come sarebbe andata a finire la questione giuridica. La furbata di attenersi a regole non più in vigore, per evitare la sfiducia, è apparso un atto di bullismo istituzionale. Nemmeno lontanamente ascrivibile a questioni interpretative della legge (scusa francamente ignobile).

Rimane inspiegabile come la Segretaria comunale abbia potuto avallare una tale follia giuridica, che anche uno studente di primo anno di Giurisprudenza avrebbe saputo dirimere con maggiore sapienza.

Sulla Presidente del Consiglio, la terza protagonista dei fatti del 10 gennaio, ci sarebbe invece ben poco da dire. Troppo giovane e inesperta per buttargli addosso la croce di una colpa grave che risiede altrove. Si potrebbe eccepire soltanto che è andata a infilarsi in una storia molto più grande di lei.

Alessia Puglisi, Presidente del Consiglio Comunale

Ci si aspetterebbe adesso un atto di buon senso da parte del Gurrieri per mettere la parola fine a questa penosa vicenda e farsi da parte. Si ristabilirebbe così un minimo di legalità in una città confinata in una sorta di limbo amministrativo (gli atti del Sindaco e della Giunta decaduti sarebbero viziati da insanabile nullità).
Seppur tardivo, sarebbe comunque un gesto apprezzabile. Aspettiamo fiduciosi.

L’Alieno è una rubrica settimanale tenuta da Giuseppe Schembari (uno dei quattro fondatori del blog)

Chiaramonte Gulfi. I fatti di lunedì 10 gennaio, intorno alla mozione di sfiducia votata dal Consiglio Comunale nei confronti del Sindaco, Sebastiano Gurrieri, hanno lasciato una profonda ferita nella piccola comunità iblea. La questione, ancorché politica (aspetto che non ci compete), appare essenzialmente di diritto. Ovvero la presunta grave violazione di quelle norme che hanno a che fare con la stessa regolarità della vita democratica della città. Abbiamo chiesto lumi ad uno specialista di lungo corso della materia amministrativa, l’avv. Nino Gentile, il quale ci ha concesso volentieri l’intervista che riportiamo di seguito.

di Redazione

Avvocato Gentile, Lei da tanti anni si occupa di diritto pubblico e amministrativo ed è stato anche consulente del Sindaco Gurrieri negli anni ’90, se non sbaglio…
Si, mi occupo di diritto amministrativo da più di 40 anni e sono stato anche consulente del Sindaco Gurrieri a fine anni ’90, per circa dieci anni. Il nostro rapporto umano è stato sempre cordiale, quello professionale diciamo che nel tempo si è un po’ deteriorato.

L’avv. Nino Gentile

Nella registrazione della diretta streaming ha ascoltato il parere della Segretaria Comunale a proposito del quorum occorrente per sfiduciare il Sindaco. Qual è la sua opinione?
Be’, appare chiaro che è stata violata palesemente una norma contenuta nella legge regionale n.17 del 2016. posteriore e superiore nella gerarchia delle fonti al regolamento n.6 del marzo 2012 citato dalla Segretaria Comunale e che prevedeva il quorum dei 4/5. Tale legge al primo comma dell’articolo 4 stabilisce chiaramente il quorum di 2/3 per la sfiducia. Mentre nel secondo comma stabilisce “che le disposizioni di cui al presente articolo si applicano a decorrere dal primo rinnovo degli organi comunali successivo alla data di entrata in vigore della presente legge”. E l’elezione del Sindaco Gurrieri è avvenuta nel 2017.

Si tratta di un errore vistoso, non scusabile, né da parte della Segretaria Comunale, né da parte della Presidente del Consiglio, né del Sindaco. Tutti erano tenuti alla conoscenza della legge.

Il Sindaco Sebastiano Gurrieri (foto da ragusaoggi.it)

Le è mai capitato, nella sua lunga carriera di amministrativista, qualcosa del genere?
No, mai.

Secondo quel che dice Lei, un errore così palesemente evidente, quali conseguenze legali personali potrebbe avere? E a carico di chi?
Si certo, ognuno dei protagonisti della vicenda ha delle responsabilità penali precise che conosce bene. Sia la Segretaria, sia la Presidente del Consiglio e anche il Sindaco.

Anche il Sindaco dunque potrebbe avere un ruolo preciso in questa vicenda?
Certamente. Anche il sindaco non può dire “io non potevo sapere”. Era presente al dibattito, ha fatto un lungo intervento, era consapevole di ogni passaggio ed era tenuto anche lui alla conoscenza della legge, come ho già detto.

Alessia Puglisi, Presidente del Consiglio Comunale

Perché è stato richiesto il parere alla Segreteria Comunale in quell’esatto momento dopo la votazione? Non sarebbe stato più logico rendere note le regole del gioco prima di procedere alla votazione?
Anche questa è un’anomalia evidente imputabile alla Presidenza del Consiglio. Andava certamente richiesto prima in modo da garantire anche un dibattito in Consiglio. Averlo fatto dopo ed avere impedito il dibattito non è conforme alla procedura.

La Presidente del Consiglio, pur di fronte ad un parere non vincolante, ma comunque autorevole, avrebbe mai potuto decidere diversamente?
Si, certo. Anche la Presidente del Consiglio è tenuta a conoscere la legge, come lo stesso Sindaco. Ripeto, nessuno può dire “io non sapevo…”, “io ignoravo…”. Non ci si può nascondere dietro gli errori o l’ignoranza degli altri.

La Sala Consiliare del Comune occupata per due giorni dai Consiglieri di opposizione (foto da ragusanews.com)

l’Assessorato agli enti locali, a seguito del sollecito delle opposizioni, ha spedito una missiva per chiedere un circostanziato rapporto su ciò che è accaduto in Consiglio. Potrebbe imporre una rettifica dell’esito della votazione?
L’assessorato può prendere atto del palese errore compiuto e ristabilire il diritto, nominando un Commissario ad acta che si sostituisca agli organi istituzionalmente eletti. E ciò in ragione della palese erroneità del comportamento tenuto in sede di approvazione della mozione di sfiducia da parte della Presidente del Consiglio e della Segretaria Comunale. Per conoscenza, poi, dovrebbe essere informato anche il Ministero degli interni e la Corte dei Conti, oltre alla Procura della Repubblica, ai fini di certificare l’illiceità dell’atto ed adottare le necessare conseguenze nei confronti degli autori. Tutto questo per garantire la stessa collettività chiaramontana.

Può essere richiesto al TAR un provvedimento di sospensiva in via cautelare e urgente della determina?
Non credo sia la strada giusta. Non c’è stato un problema di interpretazione della legge. C’è stato soltanto un errore di applicazione della legge.

Il Comune di Chiaramonte

Ci sono rischi di nullità/annullabilità degli atti che potrà compiere il Sindaco nelle more di un procedimento che potrebbe decidere l’irregolarità della votazione sulla sfiducia?
Si, ovviamente. Gli atti che potrà compiere il Sindaco, successivi al voto di sfiducia, sarebbero senz’altro nulli.

E se a questo punto tutti i consiglieri che hanno votato la mozione di sfiducia si dimettessero cosa accadrebbe?
Ci sarebbe un’incoerenza di fondo. Si tratta soltanto di ristabilire il diritto riparando all’errore compiuto. Il voto di sfiducia ha già determinato la cessazione dalla carica del Sindaco, della Giunta e dello stesso Consiglio.

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