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Mustafà al-Nazzal

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di Redazione

Riflettiamoci, anche per pochi secondi, ma facciamolo. L’Italia e gli italiani sono un grande Paese e un popolo generosissimo. Sono atterrati l’altro giorno all’aeroporto romano di Fiumicino Mustafà al-Nazzal e suo padre Munzir, i due ormai celebri protagonisti della foto che ha vinto il Siena International Photo Awards 2021 e sulla cui ondata emotiva è partita la campagna di solidarietà che ha portato babbo e figlio a essere curati al centro protesi Inail di Vigorso di Budrio, grazie alla piattaforma Gofundme riuscita a raccogliere in poco tempo circa 100 mila euro.

Il piccolo Mustafà con il padre all’arrivo in aeroporto (Foto da La Stampa.it)

Il bimbo, sei anni, è senza arti dalla nascita, a causa di una malformazione forse dovuta all’inalazione da parte della madre di un agente chimico, mentre era in stato di gravidanza. Il babbo invece ha incrociato il destino nel 2016, quando al mercato di Idlib le ferite riportate durante un bombardamento aereo hanno portato all’amputazione della gamba destra.

Lo scatto che li ha resi famosi, inquadrato dal fotografo turco Mehmet Aslan, è stato impresso durante il difficile soggiorno della famiglia in un campo profughi turco, intitolato “Hardship of live” (le durezze della vita) e ha inquadrato padre e figlio sorridenti e giocosi, nonostante le severe amputazioni che entrambi avevano subito.

(Foto da Ansa.it)

Sull’onda emotiva scatenata dalla foto, a Siena è quindi partita una campagna di solidarietà che ha portato in breve tempo tutta la famiglia in Italia. Insieme con la mamma Zeinab e le due sorelle, l’intera famiglia Al Nazzal sarà ospite dell’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa Montalcino, mentre padre e figlio Mustafà e Munzir saranno curati al Centro protesi Inail di Vigorso di Budrio (che già ha fornito protesi di avanguardia per molti atleti, tra gli altri anche Bebe Vio e Alex Zanardi).

La riflessione è semplice: solo una nazione come la nostra, nonostante le miriadi dì contraddizioni che ogni giorno squassano il tessuto socio economico, ha potuto architettare una operazione così straordinaria. Non facciamo i paragoni con le tanto evolute società del nord Europa e neppure degli Stati Uniti, ma gli unici che hanno pensato al sorriso di Mustafà sono stati gli italiani. Ringraziamo di essere italiani.

(Foto da finanza.repubblica.it)

Foto banner da video.Repubblica.it

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