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Nazionalismo

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di L’Alieno

Prima era la guerra russo-ucraina. Adesso è anche una violentissima riedizione della guerra israelo-palestinese. E domani cosa sarà in un mondo che somiglia sempre più ad una gabbia di matti? La Cina cercherà di invadere Taiwan? La Serbia ritenterà con il Kosovo? Il momento pare quello buono nel guazzabuglio generale, dove a comandare sono sempre più spesso i nazionalisti, gli ultrà, quelli per cui tutto è “bianco-o-nero” perché non sono in grado di percepire, né tollerare, le sfumature.

A proposito, nel nuovo conflitto in Palestina manca soltanto che Israele, in preda ad una rabbia cieca, cada nel trappolone teso da Hamas e possa radere al suolo Gaza provocando il genocidio di una popolazione che al 50% ha meno di 18 anni. Il risultato sarebbe con ogni probabilità disastroso. Si compatterebbe il fronte arabo contro Israele, anche quello più moderato, e, di riflesso, contro lo stesso mondo occidentale. Putin e Xi applaudirebbero.

Esplosioni nella striscia di Gaza (foto corriere.it)

Cosa abbiamo imparato dalla storia? Niente. Facciamo sempre gli stessi errori e orrori e siamo condannati a fare sempre gli stessi errori (e orrori). Provate adesso ad immaginare cosa accadrebbe se nei prossimi anni anche nella vecchia Europa, come negli USA, vincessero le elezioni gli ultrà di destra come Marine Le Pen in Francia e Alice Weidel dell’AfD in Germania o, ancora, Trump negli USA. L’avveramento delle peggiori profezie per una civiltà occidente già claudicante. La fine del sogno di una vera unione politica europea, sostituita da un bailamme di piccoli staterelli e sovranismi nazionali che non conterebbero niente nel mondo, ma andrebbero a sommarsi ai truci e grandi nazionalismi che dilagano già sul pianeta.

I volti del nazionalismo in occidente. (Da sinistra in alto) Marine Le Pen, Alice Weidel, Matteo Salvini e Donald Trump

In Italia abbiamo già fatto qualche passo avanti sulla strada del nazionalismo (spacciato come sacrosanta difesa degli interessi nazionali) con a capo una piccola dilettante priva di una qualsiasi visione politica chiara e che, in un anno, è riuscita a fare del vittimismo la sua unica bandiera, in politica estera come in quella interna.

Giorgia Meloni

Ma in prospettiva potrebbe nascere la stella del Generale Roberto Vannacci, l’uomo forte, l’uomo della provvidenza, l’erede di Giulio Cesare, l’ultrà dalle idee chiare che tanti, a destra, aspettano da tempo. Quello che rivendica il ”diritto all’odio” come estensione della libertà di opinione. Quello che dal suo “mondo al contrario”, tra banalità di ogni tipo e una lingua italiana sgrammaticata, lascia intravedere non una visione politica che si oppone al sistema, ma il sistema stesso con il suo volto peggiore.

Il Generale Roberto Vannacci