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pacifismo ipocrita

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di L’Alieno

Quale potrebbe essere una definizione appropriata del concetto di verità ai nostri giorni?
La realtà più o meno immaginaria che maggiormente si accorda alle nostre personali preferenze?
Già, perché il legame tra verità e fatti sembra ormai definitivamente scisso, con la conseguenza che chiunque può permettersi di dire o scrivere qualsiasi corbelleria senza pudore.

A questa definizione si può arrivare anche ascoltando il prof. Orsini, esperto di “realtà alternative” della guerra russo-ucraina. Personaggio ammaliante per molti “pacifisti” quando cerca di spacciare le sue previsioni per verità assolute. Così capita che più pronostica vittorie sicure e sfondamenti dell’esercito russo (“Putin ha già vinto!”), più gli ucraini resistono (con le armi occidentali), contrattaccano e sembra addirittura annunciarsi il ridimensionamento delle stesse ambizioni iniziali di Putin. La realtà sembra dare torto al professore? Tanto peggio per questa.

Nel suo ultimo show di giovedì, a “Piazza Pulita”, si è spinto addirittura a sostenere che l’Italia deve rompere con l’Unione Europea”, “deve ammettere i propri errori” e “dichiararsi disponibile a riconoscere i territori strappati da Putin all’Ucraina”. Nemmeno lo stesso Putin potrebbe spararla più grossa. E non è un caso che sia stato lodato apertamente dall’Agenzia di stampa ufficiale russa Itar-Tass.

Il sociologo Alessandro Orsini

Colpisce come molti possano associare il “pacifismo” delle analisi errate di Orsini a quello del Papa che tuona contro la guerra. Ma il Papa cosa potrebbe mai dire nel suo ruolo di capo della cristianità? Dovrebbe forse parlare come Luttwak? È il ruolo a definire il linguaggio. Il Papa non fa altro che parlare da Papa, mentre è ovvio che chi governa una nazione ha altre responsabilità e linguaggio.

Papa Francesco (foto flickr.com)

Risulta pertanto ridicola l’accusa al Presidente Zelensky di essere quasi scandaloso nel chiedere un maggiore coinvolgimento militare dell’occidente nella difesa del suo paese. Vi sembra strano che Zelensky parli da leader di un paese bombardato h24? Pretendereste che parlasse come un qualsiasi Orsini in uno studio TV o un serafico leader europeo, comodamente seduto nel suo ufficio, senza l’assillo delle bombe che gli piovono in testa? E secondo voi cosa mai potrebbe dire lo stesso Orsini se fosse lui il Presidente dell’Ucraina? Arrendiamoci tutti e diamo al tiranno ciò che desidera. Sennò si incazza di più?” Suvvia, siamo seri.

Volodymyr Zelensky. Presidente democraticamente eletto dell’Ucraina (credit image: Global Look Press/Keystone Press Agency)

di L’Alieno

Trovo patetico l’atteggiamento di certa sinistra in questa orribile guerra. Quella che si autoqualifica come “Vera” (con la “V” maiuscola, mi raccomando). Di certo alquanto più discutibile di quello della destra, al netto delle cialtronate di Salvini, degli estremisti filo-russi di parte della Lega e della dissidenza populista grillina.

Quella “Vera sinistra” che vive nella “Verità”, nella “complessità della reatà” e che, tra le tante virtù politiche millantate, annovera pure il “pacifismo” come cardine ideologico del suo pensiero. Ma che vuol dire essere pacifisti durante un’aggressione armata di uno stato imperialista nei confronti di uno stato sovrano suo vicino?

Si, perché appare incontrovertibile che c’è stata un’aggressione militare. Checché si possa o voglia dire sulla sua genesi storica, rimane del tutto impossibile poterla giustificare. Quindi la condanna di Putin dovrebbe essere “pacifisticamente pacifica”. Ma non è proprio così. Non sempre appare così scontata.

Il punctum dolens rimane però il ruolo dello stato aggredito. Cosa dovrebbe fare l’Ucraina secondo gli zelanti ideologi del pacifismo duro e puro? Arrendersi senza tante chiacchere e capitolare alle richieste di Putin?  “Bisogna isolare Zelensky” dice con tono sicuro (e con le lacrime agli occhi)  il celeberrimo prof. Orsini, voce libera e autorevole del pacifismo (narcisista) televisivo. E sinceramente non si capisce bene dove si voglia andare a parare se il problema appare più l’aggredito che l’aggressore.

Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Chi sarebbe l’aggressore? Chi l’aggredito?

Andiamo avanti. Difficoltà anche peggiori emergono quando si tratta di capire cosa dovrebbero fare l’Occidente di fronte a quel criminale di guerra che non si fa scrupoli di radere al suolo villaggi e città. Aiutare gli aggrediti dando loro armi adeguate per difendersi? No, assolutamente. Siamo già complici dello sterminio in atto, sia chiaro! La “no fly zone”? Meno che meno. Sarebbe la terza guerra mondiale. Le dure sanzioni imposte dall’Europa? Sbagliato, perché fanno male anche a noi. Rimarrebbe cosa? Il girarsi cinicamente dall’altra parte nel nome ipocrita della “pace pacifista”? Nella (illusoria) speranza che a Putin basti fagocitare l’Ucraina nella sua orbita tirannica e mutilarla dei territori che desidera? Fateci capire, chiedo per un amico ucraino…

Il sociologo Alessandro Orsini, secondo il quale non ci sarebbe differenza tra L’occidente e Putin: “facciamo schifo quanto Putin e tra schifosi ci si intende”, dice il celeberrimo professore “pacifista”
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