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Siciliani in America

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di Sebastiano D’Angelo

La comunità dei santacrocesi emigrati negli Usa vanta una storia secolare, motivo di orgoglio per tutta la Provincia di Ragusa e autentico avamposto per la conservazione e la valorizzazione delle tradizioni e della cultura iblea d’oltreoceano. Il meritato conferimento del premio ragusani nel mondo è avvenuto nel corso della 11ª edizione, la sera del 28 agosto 2005, in un’affollatissima Piazza San Giovanni a Ragusa.

Presente nel New Jersey già a partire dai primi decenni del ‘900, con regolari e costanti flussi migratori dalla città natia, la comunità camarinense si organizzò all’inizio nelle tipiche forme delle Società di Mutuo Soccorso, sull’esempio di quelle già operanti in Italia. La prima nacque l’8 ottobre del 1916, a Paterson, operosa città industriale famosa per la lavorazione della seta, e prese il nome di “Società di Mutuo Soccorso San Giuseppe”.

Angelo Gulino, già Presidente del Club Santa Croce del New Jersey, premiato la sera del 25 agosto 2005

Si trattava di una società destinata ad avere un ruolo centrale nella storia delle comunità iblee d’America. La finalità precipua era quella di venire incontro agli emigrati dalla terra d’origine per qualsiasi tipo di bisogno: dal disbrigo delle pratiche burocratiche, alla ricerca del lavoro, dal sostegno economico in particolari momenti di necessità fino all’organizzazione dei festeggiamenti in onore del Patrono del paese natio: San Giuseppe (usanza rimasta immutata fino ai nostri tempi). I soci potevano essere soltanto uomini (considerati “paesani”). Alle donne veniva riservato il ruolo di socie ausiliarie, senza diritto di voto e di partecipazione alle assemblee.

La ricchissima cena di San Giuseppe nel New Jersey

Anche i santacrocesi che risiedevano nella città di Hackensack costituirono nel 1924 una loro società di Mutuo soccorso: la “Mutual Aid Society of Citizen from Santa Croce Camerina”. Punto di riferimento dell’intera comunità italiana di quella città. Dagli anni ’30 fino agli anni ’60 si ebbe anche un fiero ed acceso antagonismo fra le varie anime costituenti la comunità d’oltreoceano, che rispecchiava l’animata dialettica della città d’origine. Ma ciò non ha intaccato l’armonia della comunità, che è riuscita a preservare e tramandare alle successive generazioni i valori e le tradizioni della città natale, con i suoi riti e il suo folklore.

Alcuni momenti della processione di San Giuseppe nel New Jersey (2013)

Nel 1974 la comunità si riorganizzò sotto le insegne di un nuovo club che prese il nome di “San Giuseppe – Santa Croce Camerina”, per iniziativa di alcuni vecchi soci e diversi nuovi emigrati, che vantavano un grado di scolarizzazione superiore a quello delle vecchie generazioni. Svanito il primitivo scopo della mutualità, primaria divenne l’esigenza della valorizzazione e del mantenimento delle comuni radici culturali.

Nel 1980 i soci comprarono la prima vera sede, a Paterson, e successivamente una più spaziosa ad Hawthorne. A partire dagli anni ’90 sono state ricevute diverse delegazioni iblee guidate dall’Associazione Ragusani nel Mondo e sono stati ospitati diversi spettacoli teatrali e musicali, una rassegna cinematografica e altre interessanti iniziative culturali. Il club ha ricevuto anche delegazioni della Provincia Regionale di Ragusa, dei Comuni di Comiso e Vittoria e, nel 2004, tra momenti di forte ed intensa commozione, una delegazione del Comune di Santa Croce Camerina con in testa il Sindaco Lucio Schembari.

L’ex sede di Hawthorne (New Jersey)

Gli ultimi anni, colpa del mancato ricambio generazionale, si è visto un progressivo decadimento delle attività sociali, fino alla decisione di vendere la sede e di traslocare in un locale preso in affitto. Ne ha fatto le spese pure la povera statua di San Giuseppe passata da una spaziosa ed elegante nicchia ad un più modesto angolino. Segno del mutamento dei tempi e dell’incedere impetuoso e inarrestabile di nuove abitudini e modelli organizzativi socio-culturali. Un vero peccato.

Alcuni momenti della vita di comunità santacrocese nel New Jersey
Il momento della premiazione di Angelo Gulino