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di Giuseppe Cultrera 

Tony Barbagallo è romagnolo di nascita (Bologna, 1936) ma siciliano, anzi vittoriese, per amore e scelta di vita. A Vittoria è facile incontrarlo, specialmente nel suo studio fotografico di via Cavour, il più delle volte davanti alla porta o nello spazio antistante, tra la gente e gli amici. Largo sorriso e affabilità romagnola. Ironia e coralità siciliana.

L’ amicizia risale al 1984 quando mi fornì le foto per la mia prima pubblicazione, una guida della provincia di Ragusa: nello stesso anno fu il fotografo del mio matrimonio. Le volte che scendevo a Vittoria (noi chiaramontani diciamo così quando andiamo nei paesi sottostanti) la visita al suo laboratorio, con mostra delle ultime diapositive e foto, era una tappa obbligata. Vi trovavo, il più delle volte, gli altri amici che dovevo incontrare: un viagghiu e du sirbiza! Negli anni più recenti l’ho incontrato di meno, ma la sua calorosa vivacità non si è per niente assottigliata. Adesso lavora alla revisione del grande archivio di immagini.

Tony Barbagallo: fotoreporter e documentarista
Tony Barbagallo – (a destra) manifesto della mostra in corso

Da metà anni cinquanta Tony Barbagallo ha fotografato gli eventi socio politici e culturali della città di Vittoria. La cronaca specialmente. Le sue foto sui quotidiani e sulle riviste illustrate dell’ultimo Novecento hanno testimoniato momenti ed evoluzione di una parte della Sicilia orientale (le immagini, specialmente di documentazione etnica, culturale e storica, si riferiscono a un’area più ampia, quella degli Iblei) e adesso il vasto deposito di memoria si fa testimonianza e storia sociale. Lo si incontrava spesso alle manifestazioni, agli eventi sportivi, alle feste religiose e alle sagre, con la sua immancabile e fedele macchina fotografica appesa al collo, pronto a impugnarla e scaricare il caricatore spavaldamente e giocosamente come i veloci pistoleri americani che in quegli anni affollavano gli schermi Technicolor. Una parte significativa, ma per ovvi motivi logistici minima, da ieri è in mostra a Vittoria (Sala delle Capriate Giovanni Molè).

Tony Barbagallo: fotoreporter e documentarista
Sole a perpendicolo. «È una foto del 1969: sulla piazza principale di Vittoria deserta e assolata un uomo si ripara il capo con uno spesso foglio di carta seduto davanti a una bancarella di libri usati in attesa di lettori che non si vedono.»  (Le foto di Barbagallo su un mondo al tramonto, ANSA, 20 nov. 2023)

Andateci e scoprite o rileggete, nel terso bianco e nero, il racconto di questo «fotoreporter e documentarista» che «ha tracciato nel solco di una tradizione di grandi fotografi regionali (Enzo Sellerio, Nicola Scafidi, Letizia Battaglia, Giuseppe Leone) un suo cammino con una forte identità; ha trovato nella foto documentaria il terreno fertile sul quale indagare, come la civiltà contadina che stava per essere sconvolta da nuove pratiche agricole, i mestieri a essa legati, le ultime botteghe ancora attive di lattonieri, falegnami, calzolai, bottai, tornitori del legno, cestai e tutto il mondo della vendemmia con i suoi protagonisti, gli ultimi pittori di carretti siciliani…» (Arturo Barbante).

Troverete probabilmente anche lui, Tony Barbagallo, con il suo fluido e affabile eloquio: empatico ed equamente capace di narrare con le parole, quanto con l’obiettivo della sua inseparabile Leica.

Tony Barbagallo: fotoreporter e documentarista
Una delle foto più note e pubblicata su varie riviste nazionali: Chiaramonte Gulfi, la signorina Giovanna Laterra, miracolata da Papa Giovanni XXIII, apre la processione della Madonna di Gulfi, 1968

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