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di dott.ssa Lucia Battaglia

Che indicibile confusione! Anche in periodo post-lockdown nulla appare chiaro.

La medicina, è utile ricordarlo, è scienza, non materia da dottor Google né da opinionisti da tastiera.
Anche dagli esperti, però, sarebbe lecito attendersi un comportamento più misurato e incline a dare messaggi chiari e univoci.
Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Gli anticorpi monoclonali farebbero ben sperare, così come il plasma iperimmune sembra aver dato risultati confortanti, soprattutto se usato nelle prime fasi della malattia. Il Desametasone, un cortisonico, sembrerebbe in grado di ridurre la mortalità di 1/3, secondo le ultime ricerche dell’Università di Oxford.
L’eparina ha svolto e continuerà a svolgere un’importante ruolo di protezione dal pericolo di trombosi provocate dal virus. Infine ci sono nuovi antivirali in sperimentazione che stanno dando risultati positivi in laboratorio.

Il sole stesso sembra avere degli effetti benefici sulla risposta immunitaria al virus, ma ciò non deve illuderci. Nel mondo troppi focolai dell’infezione risultano ancora attivi, anche in regioni calde e soleggiate!

La ‘medicina della nonna’, a cui molti inneggiano nella rete, invece, non rappresenta una soluzione. Quindi bere limonata non funziona se non come dissetante e il vino caldo aiuta soltanto per il buon umore. Mangiare aglio invece può allontare il nostro partner, ma il coronavirus non si fa minimamente impressionare!

Tornando seri. Altre questioni importanti sono tutt’ora dibattute nel mondo scientifico:  dalla capacità infettiva degli asintomatici e dei bambini al possibile ritorno dell’infezione in autunno.
Tutte domande senza risposte certe, per cui mi atterrei scrupolosamente al buonsenso e al principio di precauzione. Meglio essere cauti che troppo disinvolti.

Dobbiamo, quindi, continuare a mantenere le distanze di sicurezza, evitare assembramenti e usare la mascherina sempre, se si sta vicini agli altri, soprattutto in ambienti chiusi o poco areati.  Raccomandazione che vale soprattutto per i più giovani, meno inclini alla prudenza.

Poi, tempi tecnici permettendo, nei primi mesi del 2021 il vaccino potrebbe essere la soluzione definitiva. Anche se è facile prevedere furiose guerre ideologiche sul tema.
Ma questa è un’altra storia…

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