5
(8)

di Tony Vasile

Una storia della fotografia nell’area iblea, specialmente delle sue origini, non è stata mai tentata. Da alcuni anni mi sono cimentato in questa difficile ed appassionante ricerca relativa ai fotografi di fine ottocento inizio novecento nella Sicilia sud orientale. Stralcio, da tale materiale, una sintesi relativa a Santa Croce Camerina, mia città natale.

Adriano Santospagnuolo
(Scicli 1881- ivi 1968) figlio di Michele. Fu un importante fotografo nato a Scicli, attivo a Scicli e anche in altre città della provincia. Ebbe studio fotografico a Santa Croce dai primi anni del ‘900 e fino al 1934/1935, allorquando ne rilevò l’attività Salvatore Leopardi.

Adriano Santospagnuolo nel 1926 a 45 anni circa

Da giovane fu primo clarinetto della banda musicale di Scicli. Fu militare a Roma dove conobbe il commendatore Aurelio Pesce, tra i primi fotografi di scena del nascente cinema muto della capitale, e da lui apprese l’arte fotografica. Ritornato a Scicli, vi aprì uno studio fotografico, intorno agli anni 1904/05, pur frequentando periodicamente anche altri paesi della provincia. Fu fotografo militare nella prima guerra mondiale. Finito il conflitto e ritornato a Scicli aprì altri studi fotografici in altre città, a Ispica, a Santa Croce (in un primo momento nell’attuale via G. Meli e poi in via Diana angolo via Conte Rosso), Comiso, Pachino, Monterosso Almo.

(Sopra) 1908. Santa Croce C., il Barone Giambattista Ciarcià. (Sotto) 1922. Santa Croce C., il calzolaio Mariano Ferraro e amici

I figli Guglielmo, Giustino e Gino lo coadiuvarono nel lavoro. A detta del fotografo Francesco Fiorilla, Adriano Santospagnuolo iniziò a venire periodicamente a Santa Croce già nel primo novecento.
A questo periodo appartengono le foto de “A Scesa a Cruci” che si rappresentava in città in quel periodo. Quasi tutte le famiglie del luogo avevano sue fotografie. Adriano fu il maestro di Salvatore Leopardi, che poi ne rilevò lo studio fotografico.

Rimangono, del lavoro di Santospagnuolo a Santa Croce Camerina, molte stampe originali, conservate per lo più in famiglie private, diverse fototessere conservate al Comune e anche circa 90 negativi su vetrini originali formato 90×120 cm di proprietà di un privato, riguardanti persone santacrocesi degli anni ’20 e ‘30. Adriano, lasciato lo studio continuò a fotografare coadiuvato dai figli. Esiste una serie di cartoline di scorci di Santa Croce degli anni ’50 della famiglia Santospagnuolo senza specificare il nome.

Donna con bambina databile II decennio del ‘900

Salvatore Leopardi (Santa Croce Camerina 1901 – ivi 1983)Figlio di Giuseppe (1865-1937), fu fotografo professionista e anche barbiere, con studio fotografico in via Conte Rosso angolo via Diana.

Fu allievo di Adriano Santospagnuolo e da lui apprese l’arte della fotografia. Nel 1934 rilevò lo studio del Santospagnuolo e proseguì l’attività in proprio. In un primo tempo si faceva stampare le foto dallo stesso Santospagnuolo, poi divenne autonomo.

Salvatore Leopardi nel 1921 (Ph. Santospagnuolo)

Esercitò la professione di fotografo fino agli anni 1966-67 poi fece il barbiere con salone in piazza C. Battisti. Fu il padre del dott. Giuseppe che pubblicò nel 2009 un libro delle sue foto: “Fotografie di Santa Croce Camerina 1939-1943” che furono esposte pure in una mostra in città.
A colorare a mano le foto era la figlia, Giuseppa signorina e insegnante di scuola materna ancora vivente.

Festa dell’uva: terzo decennio del ‘900

Gli eredi conservano ancora, in massima parte, l’archivio di Salvatore Leopardi consistente in negativi di lastre di vetro, in celluloide e stampe. Lo studio di Salvatore Leopardi è descritto in un racconto pubblicato dall’avv. Pietro Iurato, suo concittadino, nel libro Cine Teatro Iurato.

Punta Secca nel 1965 foto colorata a mano

Francesco Fiorilla (S. Croce Camerina 1903 – ivi 2006)Figlio di Gaetano con studio in via Rossini 12, risulta iscritto alla Camera del Commercio di Ragusa dal 1937. Da giovane cominciò a fare il barbiere, poi nel ’27 frequentò lo studio fotografico di Giambattista Di Quattro (fratello del parroco di S. Croce, Vincenzo) in via Roma a Ragusa.

Qui per circa un anno e mezzo apprese le tecniche di fotografia, sviluppo, stampa e ritocco, dopo di che aprì un suo studio a Santa Croce, in un primo tempo nella via Roma e successivamente, nel ’29, in via Carmine 100, dove ultimamente abitava. Nello studio c’era un lucernaio in vetro da dove entrava la luce e metteva gli sfondi per i ritratti.

1922 Santa Croce (al centro in piedi) Francesco Fiorilla, fotografo

L’ho intervistato nel marzo del 2000, a 97 anni, allora era la persona più anziana del paese ed era completamente autonomo, usciva in piazza, faceva la spesa, leggeva il giornale. Era lucido e aveva buona memoria. Il Fiorilla mi disse che una foto a mezzo busto formato 10×15, negli anni ’30 costava £18. Una foto formato 50×65 costava allora £ 50. Successivamente nel ’54, 6 fotografie di matrimonio costavano £50.000.

Mi riferì che Adriano Santospagnuolo veniva a Santa Croce, in un primo tempo periodicamente (ogni 15 giorni e si faceva “vanniari” nelle strade del paese), successivamente aprì lo studio  prima in via G. Meli e dopo in una casa con giardino di via Diana, angolo via Conte Rosso. Mi disse che Salvatore Leopardi fu allievo di Adriano Santospagnuolo e che nel ’34/’35 ne rilevò lo studio.

Una cartolina del Fiorilla databile intorno 1932

Nel ’54 il Fiorilla vide diminuire il lavoro ed emigrò prima in Venezuela (qui, mi disse, “mangiato dalla nostalgia” ritornò in Italia) e poi emigrò negli U.S.A. dove tutt’ora risiedono dei figli. Del suo materiale fotografico non rimane più niente, perché andò tutto perduto dopo la partenza per l’America. Ha donato, forse, un obbiettivo fotografico al museo civico di Santa Croce.
Morì il 25 marzo 2006 alla veneranda età di 103 anni.

Vota questo articolo

Valutazione media 5 / 5. Conteggio voti 8

1 Comment

  1. Federico Guastella Reply

    Uno scritto che coinvolge per gli inusitati scenari che apre

Write A Comment