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di L’Alieno

Avete mai sentito parlare di Yvan Sagnet? 35 anni, ingegnere, ex bracciante agricolo ed eroe quasi per caso della lotta contro il ‘caporalato’ leccese? Ecco, uno di quei casi in cui la definizione di ‘eroe’ è quanto mai azzeccata.


Pensate un po’, un ‘negretto’ talmente impertinente da sfidare a viso aperto un clan organizzato di sfruttatori italiani, ovviamente tutta brava gente e onorati padri di famiglia per definizione. E contro quei ‘galantuomini’ ha osato addirittura mettersi a capo di un gruppo di braccianti africani sfruttati all’osso, ha organizzato scioperi e costretto i media, la politica e persino la magistratura, a mettere il naso nel malaffare del ‘caporalato’ salentino.
Così una serie di grossi interessi consolidati sono andati irrimediabilmente a puttane.

(foto da ilsussidiario.net)

Una vittoria epocale sfociata in una legge nazionale contro quella piaga e i suoi aguzzini. E tutto per merito di chi? Di un ‘negretto’ figlio di nessuno e venuto da chissà dove.
Dio esiste!

Adesso, grazie ad Yvan e la rete ‘NoCap’ da lui fondata, sappiamo che un modello produttivo più equo e solidale è possibile. E tra produttori, distributori e consumatori, ognuno inchiodato alle proprie responsabilità, la quadratura del cerchio di una filiera sostenibile e rispettosa dei diritti dei lavoratori è stata trovata.

(Foto corriere.it)

Sembrerebbe una di quelle storie d’altri tempi a lieto fine, che potrebbe mettere d’accordo tutti, oltre le appartenenze, le ideologie e i soliti distinguo. Invece no. Proprio il giorno della concessione della cittadinanza onoraria ad Yvan, al Municipio di Lecce, l’opposizione di destra è uscita dall’aula per protesta. Ma per protesta verso cosa? Quale sarebbe il messaggio politico?

Lo capisco. È imbarazzante per una destra sempre meno liberale e sempre più nazionalista dimostrarsi ‘incoerente’, dopo aver seminato odio razziale a piene mani.
È difficile riuscire a conciliare gli opposti quando ci si è spinti troppo in là.

Yvan Sagnet insignito nel 2017 dell’onorificenza di ‘Cavaliere della Repubblica italiana’. Qui ritratto insieme al Presidente Mattarella (foto Mellon89 da Wikipedia)

foto banner e social leccenews24.it

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5 Comments

  1. Giovanni Zaffarana Reply

    Yvan, un esempio ammirabile e virtuoso. La destra protesta? Beh! la illogicità del razzismo è in essa radicata se insita nel proprio DNA, insomma, non ce la fa proprio !!!

  2. Filippo Fratantonio Reply

    Si me la sono data ma piacerebbe conoscere il suo pensiero.

    • Il mio pensiero è già contenuto nell’articolo sopra. Un sistema schiavistico come quello del ‘caporalato’ non ammette attenuanti, nemmeno generiche. Proprio nel leccese si è dimostrato che un altro modello produttivo è possibile mettendo attorno ad un tavolo tutti i rappresentanti della filiera. Non esistono altre strade percorribili. Sia chiaro anche nel ragusano.

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