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di Giuseppe Cultrera

Qualche tempo fa ho ricevuto in regalo un vecchio calendario murale del 1912 edito da Criscione (tipografia in Ibla o meglio Ragusa Inferiore come si diceva allora) per la “putia” di Vito Brullo, sita allora in piazza Duomo.

Ogni oggetto, anche questo recuperato in una bancarella di robivecchi, ha una sua storia ed il fascino di tempi e vite andate. Racconta di una putia storica di Chiaramonte ad inizio del secolo passato, quella del Sig. Vito Brullo marito di “ronna Fina” e padre di don Carruzzo, che poi proseguì l’attività commerciale dal primo novecento agli anni ’70. Donna Fina Comitini era sorella di don Peppino Comitini, caustico poeta popolare e animatore della vita sociale in piazza Duomo dove aveva una rivendita di tabacchi con annessa caffetteria.

Il calendario del 1912 e don Peppino Comitini, caustico poeta chiaramontano del secolo scorso

Prima curiosità: il possessore del calendario (avuto in omaggio o comprato nella “putia” del sig. Vito Brullo) e del quale sconosciamo il nome, riporta nello spazio riservato alle note alcune notizie “metereologiche”. Così sappiamo che a gennaio, ad esempio, piovve sabato 20 (acqua poco) e il 25, 29 e 31. Quella relativa alla pioggia è l’annotazione più comune per tutto l’anno 1912 (che come riportato in evidenza sulla copertina del calendario era “anno bisestile”).

E sappiamo pure come andò il mese di dicembre: Lunedì 2, “acqua abbondante”; giovedì 19 “acqua”, venerdì 20 “acqua abbondante”. Interessante la “giornata splendida” del giovedì 5 dicembre e l’appunto del 3: “salito al paese”. Come quello del lunedì 23: “sceso in campagna”. Che giustificano il suo interesse per l’andamento delle piogge. Il nostro era un agricoltore o aveva molto interesse per la campagna, dove evidentemente aveva una seconda abitazione. Come d’altronde la maggior parte dei chiaramontani d’allora!

Tre mesi del calendario del 1912

Il calendario mensile commerciale siciliano fu edito dalla rinomata tipografia Vincenzo Criscione, con sede prima ad Ibla e poi a Ragusa Superiore per oltre un secolo. Assieme all’edizione tascabile (Il cittadino siciliano) oltre al comune calendario aveva le fasi della luna le fiere nel territorio ibleo e nelle principali città siciliane, le feste religiose e gli avvenimenti di grande interesse. Fu il compagno fedele – per un intero anno – di molti ragusani nel secolo scorso: ancora oggi, meritevolmente, dagli eredi di Vincenzo Criscione (un mitico tipografo che meriterebbe una monografia) viene edito nella forma grafica e stilistica di allora.

Vincenzo Criscione, tipografo ragusano, titolare dell’omonima Tipografia

Questo del quale riproduco il frontespizio ed alcuni fogli dei mesi fu stampato dalla tipografia Criscione per il negozio di generi alimentari e varie di Vito Brullo, sito come si diceva in Piazza Duomo. Il Brullo tra l’altro era parente del tipografo Criscione ed era coadiuvato dalla moglie Donna Fina Comitini e poi dal figlio Carlo (don Carruzzo, per tutti).

Don Carruzzo assieme al sempreverde “picciotto” don Pippinu traghettò la vecchia putìa nel dopoguerra, ampliando mercanzia ed offerta e divenendo il maggior esercizio commerciale del comune. Tutti ricordano il ritratto in versi – “Curtuliddu ccu l’ucciali, tuttu ntraficu…” – che ne fece lo zio poeta Giuseppe Comitini in “Cosi ri casa”.

(a destra) Don Carruzzo con il fido collaboratore Don Peppino nella bottega di Piazza Duomo

Tutto questo ho trovato in pochi vecchi fogli di carta stampata giunti, dalla putìa Brullo, alla casa di un affezionato cliente e poi rimasti celati per oltre un secolo in un cassetto o ripostiglio. Approdati da poco in una bancarella di collezionista ambulante e, attraverso l’amico Tony Vasile, al mio tavolo. Ed infine in rete, per la mia e vostra curiosità.
Cento otto anni fa nessuno avrebbe immaginato percorsi simili. La rete, neppure Jules Verne, probabilmente.

Piazza Duomo. In fondo sulla sinistra la “putia” di Vito Brullo e della moglie Donna Fina Comitini. Poi ereditata dal figlio Don Carruzzo

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