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Dopo settimane trascorse in un clima vacanziero a dissertare, tra il serio e il faceto, di temi filosofici quali verità, sogni, universo e felicità, l’Alieno affronta adesso un tema più prosaico e fastidioso, che riguarda soprattutto scienza e media…

di L’Alieno

Aprire facebook di mattina, appena alzati, può risultare fatale per l’umore della giornata. La percezione è quella di vedersi vomitare addosso, all’improvviso, una gigantesca miscela vischiosa e puzzolente fatta di odio e malafede.

Insostenibile quel ‘tutti contro tutti‘ a base di insulti che scandisce il tempo malato di Facebook. Dopo pochi secondi non rimane che chiudere lo smartphone nauseati. Punto. E se un tempo, questo, era tipico ‘sport’ da opposte tifoserie composte da tuttologi, perditempo e personaggi in cerca di autore, adesso sono scesi in campo pure gli scienziati, riducendo la scienza ad argomento da bettola e loro stessi a personaggi imbarazzanti.

Così i Zangrillo insieme ai ‘Zangrillo-boys‘, si sfidano quotidianamente con i Burioni e i ‘Burioni-boys‘ sul Covid. Ma la lista degli sfidanti è lunga come la barba di Maometto, nei giornali, in TV, come sui social.

Vogliamo metterci nei panni del povero ‘utente medio‘?
Potrebbe essere chiunque di noi volesse capirci qualcosa, senza preconcetti da tifoso. Come può orientarsi in questa baraonda?
Sommerso da sollecitazioni contraddittorie di tutti i tipi, alla fine, il poveretto alzerà bandiera bianca traumatizzato e si convincerà che non esiste alcuna verità scientifica, anzi non esiste verità e basta.

Che fine avrà fatto lo scienziato che non aveva né tempo né voglia di uscire dal proprio laboratorio, se non per tornare a casa e poco altro?  Oggi, invece, sembra prediligere il comodo ruolo di ‘star mediatica’, come un qualsiasi Vittorio Sgarbi, che di polemiche pretestuose ci vive alla grande. Umiltà zero. Spocchia alle stelle.

Dov’è il senso di responsabilità che il ruolo di scienziato imporrebbe? Che fine sta facendo la credibilità della scienza? Non per nulla imperversano i ‘terrapiattisti’ ovunque.
È un segno dei tempi.

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